I finimenti
I finimenti – di Alain Bahuchet
Presentazione
«I finimenti vanno scelti con buon gusto e adatti alla vettura come al cavallo» (Crafty, Paris au Bois, 1890).
La regolazione dei finimenti
Per il lavoro si preferisce di gran lunga il collare, più adatto ai cavalli. L’attacco militare o di posta usava il pettorale perché semplificava il cambio dei cavalli; fin dall’epoca del conte d’Artois i cavalli che trainavano le vetture dei padroni portavano il collare per mostrarne l’eleganza.
I finimenti nei concorsi di tradizione
È soprattutto la vettura a determinare il tipo di finimenti. Tutte le vetture guidate dal cocchiere – landau, coupé, victoria – vanno attaccate con il collare. Lo stesso vale per le vetture guidate dal proprietario, come drag privato, break, dog-cart o phaeton.
Il pettorale si può usare con le vetture sportive e di campagna, ralli-car e break. Oggi il pettorale è accettato, anche se nel XIX secolo la norma era il collare. Un pettorale ben regolato è meglio di un collare mal adattato, che può provocare piaghe o limitare il cavallo.
L’importanza della regolazione
La regolazione dei finimenti è fondamentale (la cura che vi si dedica è apprezzata dai giudici) ed è un fattore di comfort per il cavallo. Per esempio bisogna regolare bene la groppiera, per evitare ferite alla base della coda. È essenziale anche regolare l’altezza dei portastanghe per correggere l’equilibrio della vettura (a due ruote).
Le fibbie delle tirelle vanno regolate in modo che le tirelle formino una linea di tiro diritta tra il collare o il pettorale e gli attacchi sulla vettura. Queste regolazioni sono sempre state importanti. Sulle vetture con testa del timone fissa (a quattro ruote) si usano cinghie di timone in cuoio; con la testa mobile si usano più spesso le catenelle.
Di che colore i finimenti?
Le vetture verniciate al naturale, cioè in legno a vista, si attaccano di norma con finimenti in cuoio color marrone, mentre le vetture dipinte si attaccano con finimenti neri. Si può avere cuoio marrone nelle parti a contatto con il cavallo, all’interno del collare e del pettorale e sotto il sellino. Le guarnizioni metalliche possono essere in metallo bianco o in ottone, ma non mescolate nella stessa bardatura.
Le redini sono in cuoio color naturale.
Conoscere i finimenti
Il nome delle varie parti dei finimenti sembra superfluo a molti, ma è importante per capire come regolarli, adattarli e averne cura. Un tempo non era raro che un nuovo cocchiere venisse chiuso nella selleria con tutti i finimenti smontati, per dimostrare la sua competenza.
Le parti dei finimenti
Il sellino (1) serve a sostenere le stanghe.
Le sue parti sono: (a) l’arcione, su cui sono fissati gli anelli passaredini (b); il seggio (c) a forma di piccola sella, con un pomo davanti (c1) e dietro una sorta di paletta (c2) che porta il gancio per le redini (d); l’anello della groppiera (e); il quartiere (f); la dossiera (g); i portastanghe (j) per una vettura a quattro ruote o (l) per una a due ruote; il sottopancia (m); il sottopancia/cinghia (n).
La braga, fig. 3 e 4, permette al cavallo di trattenere la vettura in discesa e sui pendii e di farla indietreggiare.
Comprende il dorsale e la groppiera (3), che impedisce al sellino di spostarsi in avanti; i reggibraga che sostengono la braga (5) e passano in un passante della braga stessa (6); le cinghie per fissarla alle stanghe (7).
La braga si fissa circa 15 cm sotto la punta dell’anca, parallela al terreno. Se è troppo alta può salire sotto la coda e infastidire il cavallo; se è troppo bassa limita il movimento dei posteriori e in discesa il cavallo ci si «siede» sopra.
Il sottocoda deve essere morbido e pulito per evitare piaghe.
Le diverse parti di un sellino
Il collare inglese
Inventato da un sellaio normanno e perfezionato dai sellai londinesi, è considerato dagli appassionati di attacchi il massimo della raffinatezza. È formato da due cuscini perfettamente adattati alla conformazione del cavallo, con un’anima di paglia rivestita di cuoio, tenuti in posizione dalle attelle metalliche. Per metterlo al cavallo lo si capovolge e lo si gira una volta passato sopra le orecchie.
Altre parti
La briglia (11) è la parte principale della testa e tiene in posizione il morso.
Il sopracapo (1), il frontalino (2), le rosette (3), i montanti (4), i paraocchi (5), le cinghie dei paraocchi (6), la capezzina (8), il sottogola (7), il barbozzale (9) e il morso (10).
Regolazione della briglia
I montanti si regolano in modo che il morso sia a contatto con gli angoli della bocca senza formare pieghe, per non ferire la bocca.
I paraocchi (5): l’occhio deve trovarsi al centro del paraocchi.
La cinghia dei paraocchi (6) serve a regolare la distanza del paraocchi dall’occhio.
Il sottogola (7) deve essere abbastanza lento da far passare una mano tra la gola e il sottogola.
La capezzina (8) si regola circa 5 cm sotto lo zigomo, abbastanza stretta da far passare due dita tra la mascella e la capezzina.
Il barbozzale (9)
va girato finché è piatto, tenendo il pollice sotto per reggere la maglia e agganciandola al gancio del morso.
Il barbozzale si regola in due modi: il primo è far passare un dito tra la catenella e il mento del cavallo.
Il secondo è osservare la guardia del morso: quando agisce deve formare un angolo di 45° rispetto alla briglia.
Il collare francese
Il collare alla francese è in generale simile a quello inglese, ma si apre in basso. L’apertura facilita l’adattamento al cavallo. Nonostante questi vantaggi, oggi non si fabbrica più.
Consigli di manutenzione
I finimenti vanno puliti dopo ogni uscita, se si vuole conservarli in buono stato ma soprattutto se si vuole attaccare in tutta sicurezza.
Appena rientrati in scuderia, si passa una spugna umida su tutte le parti dei finimenti che sono state a contatto con il cavallo. Prima di riporli in selleria, i finimenti vanno asciugati con cura. In nessun caso bisogna lasciarli asciugare al sole, perché il cuoio si rovinerebbe. Circa una volta ogni due mesi si smontano completamente per pulirli con sapone glicerinato. Una o due volte l’anno si possono ingrassare con olio di piede di bue o, meglio, con un grasso idrorepellente. La parte terminale delle redini, quella che si tiene in mano, non va ingrassata perché diventerebbe scivolosa: una buona pulizia con sapone glicerinato la mantiene morbida.
Bardare, attaccare, staccare, sbardare e guidare
Cavalli, finimenti e vettura devono essere sempre pronti, in modo da poter attaccare senza indugio in qualsiasi momento, previsto o no.
Bardare: è l’azione di mettere i finimenti al cavallo da attacco.
Come bardare
1) Per prima cosa presentate il collare inglese (elemento di trazione) capovolto, per farvi passare la testa del cavallo. Appena passata la testa, girate il collare sulla nuca e fatelo scivolare fino alla base dell’incollatura.
2) Poi posate sul dorso del cavallo il sellino (elemento di sostegno), che stringerete leggermente, insieme alla groppiera e alla braga (elemento di ritenuta), facendo attenzione, quando chiudete il sottocoda, a non pizzicare i crini della coda, il che ferirebbe il cavallo. Finite di stringere il sottopancia, fissate le tirelle e incrociatele sul dorso del cavallo nella groppiera, senza dimenticare di stringere il passante sulle tirelle perché non scivolino e non strascichino a terra. Le tirelle possono essere solidali con il pettorale o già fissate al bilancino della vettura.
3) Se attaccate con il pettorale (elemento di trazione), è a questo punto che dovete presentarlo, con il cuscinetto in alto e il sopracollo davanti a voi. Appena passata la testa, girate il pettorale nel senso della criniera e mettete il sopracollo alla base dell’incollatura. Fissate le tirelle se sono indipendenti e incrociatele sul dorso del cavallo nella groppiera, stringendo bene il passante perché non scivolino e non strascichino a terra.
4) La briglia (elemento di guida): mettetevi a sinistra del cavallo, la mano destra tiene il sopracapo, la mano sinistra presenta il morso e aiuta ad aprire la bocca appoggiando l’indice sulla barra della mandibola. La mano destra passa il sopracapo sopra l’orecchio destro. La mano sinistra tiene il ciuffo sotto il frontalino – è la regola negli attacchi – e la mano destra passa il sopracapo dietro l’orecchio sinistro.
– Stringete il sottogola quanto basta perché il cavallo non si sbrigli.
– Chiudete la capezzina a 3 cm dallo zigomo; una volta chiusa, dovete poter far passare due dita tra il naso e la capezzina, perché il cavallo non si ferisca.
– Svolgete il barbozzale da sinistra a destra perché stia ben piatto. Tenete il pollice sotto per mettere l’anello nel gancio del barbozzale e regolarlo correttamente.
5) Le redini (elemento di guida)
Prendete le redini dalla parte terminale, che terrete nella mano destra. Le redini non devono mai strisciare a terra. L’indice sinistro separa le due redini, facendo attenzione che la redine destra (senza fibbia) sia sotto la redine sinistra (con fibbia).
La mano sinistra scorre tra le due redini, facendo attenzione che restino piatte (lato «ruvido» sotto), e forma grandi anse piatte che posa nella mano destra. Con le redini ben raccolte nella mano destra, passate l’estremità della redine destra nell’anello del sopracollo o del collare. Tornate alla redine sinistra, tenendola piatta, e seguite lo stesso procedimento. Terminata l’operazione, passate le redini a catenella sotto la groppiera e fissatele al morso.
Se fissate le redini all’anello del morso, sarà «al banco» (au banquet). Se le fissate alla feritoia sottostante per avere un effetto di barbozzale, sarà alla prima o alla seconda feritoia.
Come attaccare
Dovete avere sempre un aiutante alla testa del cavallo.
Vetture a due ruote: si porta la vettura al cavallo.
Vetture a quattro ruote: si porta il cavallo alla vettura.
Il cavallo, completamente bardato, è tra le stanghe. Fate in modo che la punta della stanga sia all’altezza della punta della spalla. Le stanghe non devono essere troppo alte, per non entrare nell’incollatura in curva, né troppo basse, per non urtare la punta della spalla. Regolatene l’altezza con la dossiera.
Con il cavallo correttamente posizionato tra le stanghe, procedete così:
1) Tirella sinistra
2) Tirella destra
3) Braga destra
4) Braga sinistra
5) Controcinghia del portastanghe destro
6) Controcinghia del portastanghe sinistro
7) Fate il giro dell’attacco:
a) le tirelle devono essere semitese
b) le stanghe alla giusta altezza
c) le cinghie della braga prendono la tirella una sola volta, formano un otto intorno alla stanga e passano per ultime nel gancio della stanga, perché non scorrano lungo la stanga
d) con le cinghie della braga regolate, dovete poter passare il pugno tra la natica del cavallo e la braga.
Come staccare: il vostro aiutante è alla testa dell’attacco
1) Controcinghia del portastanghe destro
2) Controcinghia del portastanghe sinistro
3) Braga sinistra
4) Braga destra
5) Tirella destra
6) Tirella sinistra
Come sbardare
1) Togliete le redini
2) Togliete la briglia, senza dimenticare di sganciare il barbozzale e la capezzina
3) Girate il pettorale alla base dell’incollatura, cuscinetto in alto, tenendo le tirelle se sono solidali con il pettorale. Prendete il cuscinetto ai due lati, al limite delle tirelle, e passate la testa senza disturbare il cavallo.
4) Slacciate il sottocoda, passate la coda, riallacciatelo perché il cuoio non si deformi. Fate scivolare la braga all’altezza del sellino. Slacciate il sottopancia e togliete sellino e braga.
5) Se attaccate con il collare, lo toglierete per ultimo. Fatelo risalire dietro le orecchie, giratelo verso il basso sulla nuca e passate la testa.
Finimenti da pariglia
Comprendono parti diverse rispetto ai finimenti a un cavallo (vedi disegno). Eccone la descrizione.
Le catenelle del timone (a) collegano la testa del timone all’anello del passante delle attelle o alla D del pettorale.
Permettono di dirigere, trattenere, fermare o far indietreggiare la vettura. Con il pettorale l’azione è meno efficace e la braga può diventare necessaria secondo il terreno.
Il sellino da pariglia (b) sostiene le tirelle grazie alle controcinghie che le collegano alle fibbie delle tirelle.
Il tirante della tirella (o braccio d’attella) (c), fissato all’attella del collare, porta la fibbia della tirella (d), con una cinghietta verso l’alto per la controcinghia del sellino e un’altra verso il basso per la controcinghia del sottopancia.
La falsa martingala (g) si fissa da un lato al passante delle attelle o al corpo del collare (per le vetture pesanti) e dall’altro al sottopancia. Deve essere leggermente tesa perché, quando si indietreggia o si trattiene, la parte bassa del collare non si sollevi facendo risalire il timone.
Il portatirelle dorsale (j) attraversa la groppiera come la traversa di natica dei finimenti a un cavallo e porta su ciascun lato un passante che sostiene la tirella.
Le redini (h), sempre in cuoio naturale: le redini tipo Achenbach hanno una regolazione variabile su 40 cm grazie a undici fori ovali numerati ogni 4 cm. La regolazione è possibile in movimento, dalla cassetta.
Al posto del portatirelle dorsale si può montare una braga.
Bardare i cavalli
Nell’attacco a due, se i finimenti sono montati in un solo pezzo, si mettono in un’unica operazione. Si comincia dal collare o dal pettorale presentato al contrario e si fa girare l’insieme per posizionarlo sul dorso del cavallo. Si chiude il sottopancia al primo foro, poi si passa il sottocoda e si finisce di sistemare e regolare.
Attaccare alla vettura
Portate con calma i cavalli ai due lati del timone.
1) Mettete la catenella al primo foro.
2) Allacciate le incrociature delle redini.
3) Fissate la tirella esterna (estremità a punta) e poi quella interna (estremità squadrata) ai ganci o al bilancino.
4) Regolate le catenelle.
5) Riunite le due redini.
È indispensabile avere un aiutante alla testa dei cavalli durante tutta l’operazione. Per sicurezza, prima di cominciare stringete il freno della vettura.
Finimenti da tandem – di André Grassart
Il tandem è tornato in vita e si sviluppa grazie all’AFA. Ecco alcuni consigli tratti in particolare dalla Sellerie française di Léné, da Il tandem di Paul Doliveux (nella rivista Achenbach) e da Dressage et Menage del conte di Comminges.
Si potrebbe pensare che si tratti di due finimenti a un cavallo, oppure di un finimento a un cavallo per il cavallo di stanghe (wheeler) e di parte di un finimento da pariglia per il cavallo di volata (leader). È possibile attaccare così, con alcune parti aggiuntive, ma nei concorsi di tradizione bisogna rispettare le regole del tandem classico.
I tipi di finimenti utilizzabili
1 – Il finimento tirella su tirella. È il più classico (tavola 16 della Sellerie française). Le tirelle del leader si agganciano alle tirelle del wheeler.
2 – Il finimento a doppio bilancino. Le tirelle del leader sono agganciate a un grande bilancino, a sua volta collegato a un piccolo bilancino detto «sommier». L’insieme è collegato con una robusta catena al passante delle attelle del collare o alla D del pettorale del wheeler. Due cinghie di cuoio che partono dal sommier trasmettono la trazione alle tirelle del wheeler. Questo sistema appesantisce il tandem, ma evita il rischio che il leader scavalchi le tirelle nelle curve strette.
3 – Doppia tirella. Questo sistema non classico è destinato piuttosto all’allenamento. Con un finimento a un cavallo o da pariglia sul leader, permette di attaccare in tandem allungando le tirelle con cuoi che arrivano fino al bilancino. I due cavalli tirano direttamente sul bilancino.
Collegamento delle tirelle leader–wheeler
Le tirelle del leader sono generalmente agganciate alle fibbie dei tiranti del wheeler. La fibbia può avere un occhiello a cui si aggancia il moschettone della tirella del leader, oppure un gancio detto viennese con due occhielli, che trasforma qualsiasi fibbia in fibbia da tandem. Il gancio si monta sull’ardiglione (che deve essere in acciaio forgiato) e riceve nel secondo occhiello il moschettone della tirella del leader.
Infine, ultimo metodo, un fodero metallico con occhiello si infila sulla tirella del wheeler e svolge la stessa funzione.
Particolarità dei finimenti da tandem
Cavalli o pony possono avere due collari, due pettorali, oppure un collare per il cavallo di stanghe e un pettorale per il leader. È questione di gusto e di vettura. Due pettorali sono perfetti con un’americana leggera attaccata a due pony. Due collari si abbinano bene a un tandem cart. Un pettorale sottolinea la leggerezza del leader, mentre il collare resta riservato al wheeler.
I finimenti da tandem sono di solito neri, in cuoio verniciato o cerato. La Sellerie française raccomanda però di rivestire le attelle in cuoio. È anche possibile abbinare a finimenti neri collari marroni o gialli, come per i drag.
Finimenti del leader
Il sellino sarà circa un terzo più stretto di quello del wheeler (9-10 cm). È dotato inoltre di portastanghe (come per una vettura a quattro ruote) con portatirelle. Il passaggio della tirella deve essere appena più largo della tirella, perché non possa risalire e passare sul dorso del leader. Il sottopancia a cui si agganciano i portatirelle è fissato alla cinghia (tipo vettura a quattro ruote).
Le tirelle sono in un solo pezzo, dal collare al punto di attacco sulla fibbia del wheeler o sul bilancino. L’ideale è scegliere un pettorale leggero e piatto, utilizzabile solo per il tandem.
Portatirelle dorsale: serve a sostenere le tirelle con due portatirelle a pera. Si può anche evitare che le tirelle passino sul dorso con due cinghie regolabili che partono da un anello di cuoio posato sul sottopancia e si fissano a una D posta sulla parte inferiore della tirella, all’altezza del portatirelle.
Finimenti del wheeler
Il sellino è del tipo da attacco singolo, largo circa 15 cm. Gli anelli passaredini sono a rullo. In tandem di solito non si usano anelli doppi.
Tirelle: le vetture da tandem (tranne le americane) hanno bilancini talvolta collegati all’assale con catene. Le tirelle si agganciano al bilancino.
Passaredini della briglia: oggi si usano poco quelli solidali con le rosette. Si agganciano alla fibbia del sottogola con un cuoio e idealmente sono trattenuti da un passante, perché la redine del leader non rischi di passare sopra l’orecchio del wheeler.
Braga: le vetture da tandem sono spesso pesanti e prive di freno, il che impone la braga, tranne su alcune americane.
Redini
Sono sempre gialle o brunite dall’uso, e di grande qualità. Quelle del leader non passano negli anelli del collare del wheeler né in quelli del sopracollo se è attaccato a pettorale: la distanza tra passaredini della briglia e anello del sellino è infatti breve.
Per motivi di sicurezza, le redini del tandem non si allacciano tra loro (bisogna poter liberare rapidamente il leader).
Attaccare alla vettura
Wheeler: come per un attacco singolo. Dopo averlo attaccato, occuparsi del leader.
Leader: 1 – Passare le redini nei passaredini della briglia e negli anelli del sellino per riunirle a quelle del wheeler.
2 – Collegare le tirelle del leader a quelle del wheeler o al grande bilancino.
Non invertire mai queste due manovre. Per staccare, procedere in ordine inverso e poi staccare il wheeler (vedi attacco singolo).
Per concludere, cito il regolamento del Tandem Club degli ufficiali britannici di Woolwich.
1ª regola: i membri del club devono rispettare scrupolosamente ed esclusivamente le regole di loro scelta (con tutte le mie scuse ai giudici dell’AFA).
2ª regola: la quota d’iscrizione al Tandem Club è fissata a zero sterline e la quota annuale non deve in nessun caso superare la quota d’iscrizione (con tutte le mie scuse al tesoriere dell’AFA per il cattivo esempio).
Estratto del regolamento pubblicato in uno dei tredici articoli del dott. Paul Doliveux sul tandem (rivista Achenbach).