Restauro e conservazione
I consigli che seguono sono il frutto di 25 anni di esperienza, di confronti e di osservazione. È infatti difficile stabilire regole in un campo in cui contano soprattutto il buon gusto e la moda.
Le fasi
Prima di tutto bisogna valutare il lavoro da fare: lo stato della struttura in legno e dei pannelli della cassa, delle ruote e dei loro cerchioni, del timone, della bilancia, delle stanghe ecc. Poi si può iniziare lo smontaggio.
Lo smontaggio della vettura
Tutte le parti metalliche vanno pulite e liberate dalla ruggine, poi trattate e preparate con il fondo in vista del rimontaggio. Le molle vanno trattate foglia per foglia.
La verniciatura
Non si usa la lampada a saldare ma vari abrasivi e, pur seguendo alla lettera i consigli di FLEURY nel libro sulla verniciatura delle carrozze, bisogna ammettere, dopo molte discussioni tra restauratori nel corso degli anni, che il restauro attuale è un compromesso.
Si devono trovare e usare i materiali disponibili oggi: stucchi, pitture e vernici, niente poliuretano.
La prima operazione è l’applicazione del fondo e degli stucchi. Poi si carteggia e si danno le prime mani di pittura, leggermente diluite. Si carteggia di nuovo e si applicano altre mani fino al risultato desiderato.
Importante: la carta abrasiva iniziale deve avere grana 100-120, seguita da carteggiatura ad acqua con grana 240 fino a finire con grana 1200, lavando con una spugna tra una passata e l’altra.
Quale colore?
Rossi e gialli erano preferiti, soprattutto sulle vetture sportive, perché facilitavano i ritocchi. Tutti i colori sono accettabili. All’epoca di Luigi Filippo i colori erano molto vivaci, e il mail-phaeton degli UZÈS era dipinto di arancio con filetti crema. All’epoca di Napoleone III le vetture erano molto più scure, blu e verdi con filetti di colori diversi. Le vetture di famiglia avevano spesso i propri colori. Ma la scelta spetta a voi.
L’avantreno con i suoi elementi, le ruote, le stanghe, il timone, la bilancia e il treno sono tradizionalmente dello stesso colore; gli assali possono essere uguali o neri. Tutti i bulloni, ad esempio quelli delle molle, vanno controllati e sostituiti se necessario, meglio se dipinti di nero. Le parti metalliche sono di solito dipinte di nero, come nel Regno Unito e negli Stati Uniti.
Ci sono alcune eccezioni in cui la cassa è nera o i pannelli sono evidenziati in un altro colore e le modanature dipinte di nero, come nel sedile arrotondato di un phaeton.
Quando la verniciatura vi soddisfa, cioè il colore è uniforme e senza difetti, si possono dipingere i filetti, seguiti da tre mani di vernice trasparente con carteggiatura ad acqua tra una mano e l’altra.
I filetti
All’epoca di Napoleone III le vetture erano riccamente filettate, con una fascia larga nella modanatura bordata da due filetti sottili dello stesso colore. Le vetture sportive avevano una presentazione più sobria, con un filetto su ogni bordo della ruota e del mozzo, a volte anche all’interno dei raggi, sulle molle, sulle parti metalliche, sulle stanghe, sulla bilancia ecc. Quando parafango anteriore e parafanghi sono in legno, saranno neri. Quando i pannelli sono filettati, i filetti seguono le modanature.
In Francia le guarnizioni delle stanghe ecc. sono di norma dipinte di nero e, se in metallo lucido, in alpacca (MAILLECHORT), non in ottone. Lo stesso vale per la testa del timone, in acciaio brunito o nichelato.
La selleria
Varia secondo il tipo di vettura. Panno di lana, cuoio nero, talvolta Bedford e whipcord verde o bordeaux, perfino velluto pesante erano usati per rivestire cuscini, schienali e altre parti della selleria.
Gli americani usano spesso un tessuto tipo tappeto per i loro coach, dog-cart ecc.: è molto costoso, dà un bell’effetto ed è di origine francese.
Raso e seta sono riservati alle vetture da festa e da gala, alle vetture chiuse come landau e brougham e alle vetture a otto molle.
La pelle di cinghiale è molto resistente: per questo era usata negli omnibus, nei phaeton da caccia e per la selleria esterna dei coach.
Gli schienali sono rivestiti con lo stesso materiale, oppure in cuoio nero se non sono dello stesso colore dei cuscini. I cuscini sono sempre capitonnés e imbottiti di crine o di materiale vegetale (o sostituto), mai di gommapiuma.
Vetture come victoria, brougham, omnibus e vetture guidate dal cocchiere hanno una cassetta, mentre le vetture sportive hanno il cuscino del guidatore fissato con cinghie.
Sul pianale va posato linoleum nero o caramello – un tempo tutte le vetture erano rifinite così – inchiodato e incollato e coperto da un tappetino di gomma amovibile, tenuto da viti a testa larga; nel pianale devono esserci fori di scolo bordati in ottone.
Pezzi di tela o altro tessuto adeguatamente preparato possono essere dipinti o decorati, e si può usare anche finto cannage sul retro di gig e phaeton. Il timone può essere imbottito di paglia in due punti distanti circa 25 cm.
Anche le stanghe sono rivestite di cuoio nero per circa 55 cm, con un ulteriore rivestimento dove sono fissati gli anelli del reggibraga, a volte con una seconda serie su ogni stanga per i portatirelle. Il bilancino è talvolta rivestito alle estremità per proteggere la verniciatura.
Le ringhiere metalliche intorno ai sedili ecc. possono essere verniciate per protezione.
La pelle verniciata di oggi non è quella di un tempo e la pubblicità parla di cuoio verniciato: la pelle verniciata attuale si ottiene con un processo di plastificazione.
Mantici e coperture
I mantici sono di solito in cuoio o in tela pesante (tela olona). Il materiale che chiamiamo similpelle è decisamente inadatto. Il lavoro va affidato a uno specialista.
Il parafango anteriore
Spesso in legno, secondo la qualità della vettura, oppure in cuoio su telaio metallico.
Il cuoio può rivestire anche i parafanghi, come il parafango anteriore.
Il tablier
Nelle vetture francesi è una sorta di grembiule fisso, che fa insieme da grembiule del guidatore e da coperta del passeggero: è fissato al parafango anteriore e copre le gambe di entrambi.
È in cuoio, si aggancia al parafango anteriore e poi al sedile del guidatore o alle ringhiere metalliche del sedile.
Gli accessori del coach
Coach e drag erano dotati di un orologio sulla pedana e di una lanterna al centro della pedana. Avevano anche una frusta di ricambio fissata allo schienale del sedile.
Le maniglie per far salire i passeggeri possono essere rivestite di cuoio. Un cesto di vimini serve spesso per portare ombrelli, parasole ecc. e un altro, magari in cuoio, per il corno. I bilancini di ricambio si fissano dietro il sedile dei groom: devono essere due bilancini e una bilancia.
Si porta anche una scaletta di legno per far salire i passeggeri.
Di giorno a volte le lanterne si ripongono nel bagagliaio e si sostituiscono con «funghi» di legno nei portalanterna.
Si raccomanda di controllare gli assali ogni due anni, secondo l’uso, perché le rondelle di cuoio vanno verificate e lubrificate; si può usare olio motore, anche usato.
Sulla ralla dell’avantreno e sul perno va usato grasso.
Si dice che le carrozze venissero spesso riverniciate ogni anno. Tutti i ritocchi si fanno prima della verniciatura; se si cambia colore, bisogna prima carteggiare bene tutto.
La durata della verniciatura non è eterna e dipende dalla cura e dal rimessaggio; le vetture vicino al mare ne soffrono più delle altre.
Altri accessori
Utili nell’uso sono gli accessori che completano la vettura. Il portafrusta può essere fissato verticalmente al parafango anteriore; quello più elaborato, a due posizioni, può essere portato inclinato e fissato allo schienale del sedile.
Sulle vetture con pedana il portafrusta è in metallo con bordo, rivestito di pelle di cinghiale e fissato con cinghie alla ringhiera del sedile, spesso con tre molle interne che tengono ferma la frusta; come tutti i portafrusta ha un foro sul fondo e una rondella di gomma per proteggere la frusta.
A volte, soprattutto sulle vetture americane, il portafrusta è in legno avvitato al sedile.
I portafrusta in nichel, argento e ottone non vanno usati.
Al parafango anteriore si può fissare anche un cestino per guanti e orologio.